Risk Management e Sicurezza Integrata
Questo breve articolo è stato presentato nell’Ottobre 2006 ad un convegno internazionale e viene riproposto in questa sede in forma breve. – Cos’è la sicurezza? Il Vocabolario Garzanti definisce “sicurezza” come la “condizione di ciò che è sicuro, di ciò che consente di prevenire o attenuare rischi…”. E’ interessante notare che nella lingua italiana – così come in altre lingue – il termine sicurezza è strettamente connesso con quello di “prevenzione”. In particolare, essere in una condizione di sicurezza arriva a coincidere con essere nella condizione di prevenire rischi.
Occorre altresì notare che “prevenire un rischio” non significa necessariamente evitarlo. Secondo la Treccani, infatti, il “prevenire”comporta il prendere tutte le precauzioni necessarie perchè un evento negativo o dannoso non si verifichi”. Lasciando da parte la linguistica, il prevenire un rischio aziendale si traduce nel mettere in atto una complessa serie di procedure e meccanismi che ci permettano di riconoscere i rischi prima che insorgono, rendendoci in grado di evitarli, quando possibile, o gestirli al meglio delle nostre possibilità. Ed è proprio a questo che serve l’Enterprise Risk Management.
Per le aziende, il “rischio” genericamente indicato si traduce in “rischio operativo”, così definito nel documento finale di Basilea II [Basilea II, Final Report, Cap. V]:
L’Enterprise Risk Management (in seguito, indicato semplicemente con l’acronimo “ERM”), affronta e tenta di risolvere o gestire i rischi operativi delle aziende. Semplificando, si può sostenere che questo sforzo sia suddiviso in tre macro-aree che compongono l’ERM stesso:
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Risk Assessment
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Risk Management
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Risk Control
Il Risk Assessment (letteralmente “valutazione del rischio”) si occupa di identificare qualunque rischio alla continuità operativa aziendale, fornendo una valutazione circa la possibilità di evenienza (rispondendo alla domanda “quanto è possibile che questo evento dannoso accada?”) e cercando di stimarne l’impatto (rispondendo alla domanda “qualora l’evento dannoso accadesse, cosa ci succederebbe?”). Il Risk Management (letteralmente “gestione del rischio”) è finalizzato ad ipotizzare e schematizzare la reazione migliore ad un evento dannoso, determinando i corretti passi da svolgere ad ogni singola ricorrenza negativa e fornendo indicazioni precise sui pro e i contro di ogni eventuale condotta. Il Risk Control (letteralmente “controllo del rischio”) si occupa invece del controllo del rischio nella più ampia accezione del termine, ed ha a che fare non solo con il risk response (“risposta al rischio”) ed il monitoraggio interno dei meccanismi di “sicurezza” operativa/informazionale dell’azienda, ma anche con lo svolgimento di (più o meno) complesse pratiche finalizzate al raggiungimento della “famosa” compliance, ossia “conformità” con normative, protocolli, standard e quanto altro decretato o sancito dalla legge (ad esempio, legge 231), dal mercato (certificazioni ISO e BS) e dai criteri di qualità che sottendono il mercato in cui opera ciascuna azienda.
I cambiamenti e le evoluzioni di natura economica, sociale e normativa che hanno interessato in tempi recenti la realtà aziendale nazionale e globale hanno modificato il contesto in cui le imprese devono operare e, di conseguenza, hanno richiesto:
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la messa a punto di nuovi metodi di valutazione del contesto e dei possibili rischi;
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l’introduzione di un approccio integrato alla gestione della sicurezza;
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la promozione di politiche della sicurezza, anche organizzative, a presidio di tutte le risorse aziendali.
In sostanza, si passa dal tradizionale modello perimetrale della sicurezza ad un modello “trasversale”, più elastico, che tiene conto di molteplici fattori che il mercato e l’attuale arena di competizione globale pongono all’azienda in termini di controllo, governance, policy, privacy e riservatezza delle informazioni (si veda FIGURA 3).
Appare dunque evidente come l’ERM debba necessariamente occuparsi ad ampio spettro di quella che viene definita “gestione integrata della sicurezza aziendale”, e riveste la sua influenza su una vasta gamma di processi e pratiche aziendali (si veda FIGURA 4) che si riflettono trasversalmente sulle scelte strategiche, operative, finanziarie, tecnologiche e logistiche dell’azienda.
La sicurezza integrata aziendale, oggetto dell’ERM, si traduce de facto in una valutazione, gestione e controllo dei rischi pluri-norma, che – giova ripeterlo – oltre a tener sistematicamente conto di una sostanziosa mole di rischi operativi e procedurali, considera anche l’insieme delle normative nazionali/internazionali, gli standard di qualità ed i meccanismi di certificazione cui ciascuna azienda è “vincolata” nell’ambito del proprio mercato di riferimento (si veda FIGURA 5).
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Alessandro Rossi il 17 maggio 2010 alle 07:56, ed è archiviato come ICT Security, ICT Strategy, Management. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |





